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Dal Giappone
alla Spagna
#kemadoexperience

Kemado è un grillery & tapas restaurant che unisce la gastronomia spagnola a quella italiana, strizzando un’occhio al Giappone. Alla magia dei ristoranti di yakiniku giapponesi ci siamo ispirati per la brace a carbone che trovate al centro di tutti i nostri tavoli, alla Spagna abbiamo rubato la ” filosofia” delle tapas e alcuni dei migliori prodotti al mondo.

Magia, carne e yakiniku

Un’esperienza che sa appagare l’anima

Oltrela bontà

Quella dello yakiniku è una storia che parla di carne e di proibizione, di guerre e immigrazione. È una storia di contaminazioni, culturali e gastronomiche, che vanno e vengono dall’Occidente all’Oriente, dalla Corea al Giappone. Il fascino della sua storia si può incredibilmente percepire nel momento in cui ci si siede a tavola e ci si ritrova di fronte allo sfavillio della brace ardente. Il semplice gesto di prendere un pezzo di carne cruda dal piatto, poggiarlo su una griglia rovente e attendere che si cuocia, ascoltandone lo sfrigolio, annusandone il profumo, osservando il fumo che si alza e scompare catturato da tubi di metallo, rende magico e quasi meditativo questo momento, e gustare quel tenerissimo e succoso bocconcino di carne diventa solamente un’ulteriore ricompensa.

Scopri il nostro Menù

La nostra cucina fusion unisce influenze dalla gastronomia spagnola, fatta di grandi materie prime, con l’estetica giapponese, in cui ogni piatto va oltre i suoi ingredienti e diventa la ricerca di un’armonia, tanto visiva quanto di sapori . Kemado è un mondo nuovo tutto da scoprire, un piatto alla volta.

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L’ irresistibile
bellezza
dell’ imperfezione

Curiamo ogni
minimo dettaglio
pur di raggiungere
l’imperfezione

Adoriamo l’imperfezione, in tutta la sua bellezza, e la filosofia wabi-sabi è quella che meglio descrive la nostra visione estetica del mondo. Il wabi-sabi (letteralmente “la bellezza dell’imperfezione”) è quella percezione estetica, tipicamente giapponese, basata sulla transitorietà delle cose e, a noi di Kemado, piace comunicarla attraverso piccoli dettagli: un libro sgualcito, una mensola rotta, piatti irregolari in ceramica Raku, pareti imperfette, il quartiere in cui ci troviamo, sono alcune di quelle piccole imperfezioni che ci rendono bellissimi.

Di chi è stata l’idea?

Dove, come e quando è nato Kemado

Paola, Riccardo
e Iniesta.
E un portoncino.

Era una sera di Febbraio del 2013 a Barcellona, dove vivevamo da qualche tempo. Io e Riccardo passeggiavamo con degli amici tra i vicoli del Raval, uno dei quartieri “meno chic” della città. D’un tratto vedemmo parcheggiare Andrés Iniesta, il famoso calciatore spagnolo del Barcellona. Fu gentile e si lasciò fotografare insieme a noi. Dopo un veloce saluto si diresse, discreto, verso un piccolo portone di un vecchio palazzo. Incuriositi dalla presenza di un famoso calciatore in un quartiere come quello, nei giorni successivi facemmo qualche ricerca e scoprimmo che lì dentro si nascondeva un minuscolo ristorante giapponese. La sera stessa prenotammo per una cena, ma arrivati lì scoprimmo che, al contrario delle nostre aspettative, questo ristorantino dall’arredamento spartano, non serviva sushi, ma solo carne di wagyu cruda su di una brace a carbone incassata nel tavolo. Nei mesi successivi andammo a cena lì molte altre volte, eravamo innamorati di quel posto; fu così che iniziammo a fare nostro quel modo di stare a tavola, così come già da tempo ormai avevamo interiorizzato la cultura delle tapas. Avevamo a quel punto tutti i tasselli di quel mosaico che avremmo impiegato 6 anni a comporre.

Era il 2013, e anche se non lo sapevamo ancora, era nato Kemado.